Intervista al fondatore di Spring Color

Leggi l'intervista a Roberto Mosca

Di seguito troverai una serie di domande rivolte al fondatore di Spring Color, Roberto Mosca, che racchiudono tutt'oggi l'essenza della nostra azienda.

Quale attività svolge Spring Color?

SC in uno stabilimento di 1.600 mq a Castelfidardo (An) produce una sessantina di prodotti tra cui tonachini, stucchi, pitture, impregnanti, protettivi, vernici, coloranti e commercializza a proprio marchio malte e calci idrauliche per i settori della decorazione, della bioedilizia e del restauro.

Qual è in breve la sua storia?

SC nasce nel 1958 da una famiglia di artigiani decoratori ed ebanisti e, a seguito di alcune malattie professionali, dai primi anni ’90 inizia un percorso di riconversione con produzioni bio-eco- compatibili di finiture naturali, passando con gli anni da 4 a 12 addetti, rimanendo sempre a livello artigianale.

Cosa si intende con finiture naturali?

Si parla di prodotti formulati senza petrolchimici o sostanze nocive in genere, con la completa autodichiarazione di tutti gli ingredienti in etichetta e scheda tecnica.

La Spring Color è fondamentalista in questo?

No, SC produce inoltre qualche prodotto dichiarato “ecologicamente migliorativo” con l’uso di ingredienti chimici (normalmente fino a un 3%), affinché si ottengano prestazioni tecniche o cromatiche ancora non possibili con le finiture naturali.

Quali sono gli ingredienti più tipici di una finitura naturale SC?

Come pigmenti (materie coloranti) abbiamo le terre naturali, gli ossidi e i vegetali; come leganti (i collanti) le migliori calci e/o il latte, l’uovo, la cera, gli oli, le fibre e le gomme vegetali; altre sostanze importanti sono i carbonati, le sabbie, le cellulose, i solventi vegetali. Ci sono quindi materie della tradizione italiana e altre sostanze non proprio a km zero, utili per alcune caratteristiche tecniche.

Qual è il segreto di Spring Color?

E’ la ricerca umile e costante a 360° per arrivare a prodotti sempre migliori ed economici, le prove empiriche nel nostro laboratorio dove viene impiegato il 20% delle risorse umane in produzione, lo sviluppo e il controllo-qualità in varie fasi dei nostri prodotti formulati con sostanze che vengono dalla natura (quindi sempre diverse) e non dalle multinazionali. La SC ha realizzato 5 brevetti dal ’95 a oggi, ma soprattutto è ormai un punto di riferimento per la ricerca sul naturale, collaborazioni con artisti a livello internazionale, agricoltura ( produttori di canapa, colori vegetali) e altri in corso.

La SC è aiutata da terzi per la sua ricerca?

Non riceviamo sovvenzioni anche se talvolta partecipiamo come partner in certi progetti regionali finanziati dalla UE, che scaturiscono con aiuti indiretti più per la diffusione mediatica che per gli aspetti scientifici anche se tra i soggetti promotori ci sono le università.

I costi della ricerca sono proibitivi per il bilancio della SC?

La nostra ricerca è costosa ma non ci rinunciamo, comunque è sempre un quinto delle spese che sosteniamo per la produzione (operai e impianti) e purtroppo addirittura un decimo di quelle commerciali (collaboratori, agenti, fiere, depliant).

I politici vi mettono i bastoni tra le ruote?

Le lobby della petrolchimica riescono ad ottenere leggi a loro vantaggio riguardo etichette e schede di sicurezza non trasparenti. Se noi usassimo un liquore puro come un limoncello per formulare una vernice per legno dovremmo mettere assurdi simboli e frasi di rischio (infiammabile e pericolosa in caso di ingestione accidentale) in etichetta. Se un produttore convenzionale usa un ingrediente sospetto cancerogeno non lo deve dichiarare e spesso si permette di usare nei nomi di alcuni prodotti prefissi come bio, eco e altri. I politici garantiscono l’ignoranza. L’unica eccezione sono i colori a dita (venduti nelle scuole d’infanzia) dove nella confezione devono essere indicati i conservanti (le molecole petrolchimiche dai nomi incomprensibili).

L’ignoranza su questi prodotti cosa implica?

Ad esempio pochi sanno che quasi tutte le pitture all’acqua contengono resine e altre sostanze petrolchimiche, pigmenti, conservanti, ftalati e tensioattivi inodori ma pericolosi. I rivenditori non hanno cognizioni chimiche e i pittori edili non sanno quello che usano, non devono fare corsi di medicina del lavoro e sono mandati allo sbaraglio a distribuire veleni in giro. Quando al contrario i vari media si occupano della SC e molti cittadini vengono messi al corrente dell’esistenza delle pitture naturali, siamo subissati da chiamate (in particolare dopo un bel servizio di Report sulla bioedilizia abbiamo avuto le linee telefoniche e il sito internet intasati per due settimane). E’ evidente che se non ci fosse ignoranza sarebbero le pitture chimiche ad essere di nicchia.

I prodotti SC per cosa sono indicati?

Abbiamo prodotti che vanno bene sia per interno che per esterno; per muri, cartongesso, legno, ferro; idonei sia per superfici nuove e non trattate che per quelle con vecchie finiture; alcuni cicli prevedono l’applicazione diretta del prodotto a finire e altri un fondo di ancoraggio; le pitture e vernici SC sono applicabili soprattutto a pennello, in minor misura a rullo e a spruzzo.

Quali sono i loro punti deboli?

Per la nostra particolare esperienza di oltre 55 anni (di produzione convenzionale e naturale) possiamo dire che i lavori che non riescono bene sono un 2-3%, più o meno la stessa percentuale, indipendentemente dal tipo di prodotti e dal tipo di applicatore (la poca esperienza di un privato è controbilanciata dalla massima attenzione alle istruzioni). I problemi di odore e di costanza di viscosità di alcuni prodotti sono ormai risolti da alcuni anni. Ora ci preoccupiamo soprattutto di spiegare la preparazione di un muro pitturato con vecchie tempere non stabili (se non si raschia, non si carteggia e non si elimina bene il polverio le nuove pitture più forti possono dopo alcuni mesi staccare il vecchio strato più debole in alcune parti della parete), più o meno come si è sempre fatto con le lavabili sintetiche. Infine i prezzi: essi si paragonano alla fascia alta dei prodotti convenzionali.

Quali sono i loro punti forti?

Le finiture naturali non si spellano con il tempo e sono totalmente traspiranti; risolvono i problemi di umidità di risalita e sono fantastiche per la prevenzione e l’eliminazione delle muffe. Nei campi del restauro e delle ristrutturazioni nei centri storici del Belpaese dovrebbero essere usate per legge perché la regola prevede materiali che rispettino le architetture e i valori cromatici tradizionali. A livello estetico la decorazione con le pitture naturali, le terre e i pigmenti vegetali è esaltante come bellezza oggettiva (data dalla massima riflessione della luce, non imprigionata dalle alte rifrazioni delle resine acriliche e dei pigmenti chimici). I punti di forza più evidenti sono il rispetto dell’ambiente (non si inquina nelle fasi di produzione delle materie prime e dei prodotti) e quello della salute di chi li usa (in particolare di bambini, anziani, malati, donne incinte e persone affette da normali allergie o sofferenti da sindrome multipla chimica). La SC è da anni su Facebook e riceve sempre gratificazioni e incoraggiamenti.

Quali sono le referenze più interessanti?

interessanti? In primis le centinaia di migliaia di case normali, poi i grandi cantieri ancora perfetti dopo tanti anni (i prodotti SC se usati a regola d’arte sono molto durevoli). Tra i cantieri italiani la Cripta del Duomo di Osimo (1191); una casa del 1200 nel Bosco di Corneglio (Pr); le Mura medioevali del Piano (sec. XII-XIII) a Fabriano; il Palazzo Gherardi (sec. XIII) a S. Sepolcro (AR); il Chiostro ex Convento di San Tommaso (sec. XIV) a Pavia; il Castello di Santa Severa (Roma) del sec. XIV; il Duomo di Foligno (sec. XV); Palazzo Borghese (sec. XVI) a Roma, Palazzo Balbi (Comune) a Campomorone (Ge) sec. XVI; Villa d’Este a Tivoli (la Manica Lunga del sec. XVII), l’Istituto Centrale del Restauro (sec. XVIII) a Roma, il Palazzo della Sovrintentenza ai Beni Architettonici della Calabria (sec. XIX) di Cosenza, l’Hotel Excelsior Vittoria del sec. XIX a Sorrento. Tra quelli esteri i numerosi chateaux, palazzi e chiese in Francia e il Palazzo dei Templari del sec. XVIII a Gerusalemme. L’elenco delle referenze è nel sito www.springcolor.it che non considera alcuni cantieri eccellenti in Australia (come uno dei villaggi di Sydney 2000), realizzati con prodotti di nostra tecnologia, ceduta ai clienti d’oltreoceano in coerenza con i nostri principi etici.

E riguardo certificazioni e garanzie per il cliente?

La storia delle costose certificazioni in vari settori ha mostrato tutti i suoi limiti, le contraddizioni e i conflitti d’interesse. La SC preferisce l’autodichiarazione dei componenti ed esporsi a controlli “ognitempoluogo” di clienti, associazioni di consumatori, concorrenti in cantieri, nelle rivendite e nello stabilimento Spring Color stesso, aperto sempre a tutti in trasparenza.

Avete avuto riconoscimenti e gratificazioni?

Molti premi e attestazioni (tra cui l’inserimento della SC nel 2006 da parte del Ministero del Lavoro nell’elenco delle prime 30 eccellenze italiane per Responsabilità Sociale d’Impresa). Diversi media si sono occupati di noi e non solo in Italia, ma la gratificazione più alta è quando vediamo un bambino giocare con un acquerello o una nostra tempera a dita, sotto gli occhi brillanti e riconoscenti dei suoi genitori.
roberto mosca springcolor
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