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Il colore al banco del bar

L'ambiente gradevole ed il personale è ospitale. Magari ti viene voglia di ordinare un cappuccino, ma in questo caso al banco del bar ci si viene per farsi preparare un colore. Non un colore qualunque, ma un colore su misura.
La Spring Color  ha elaborato un nuovo concetto espositivo con un allestimento di un vero e proprio bar che mette al centro la qualità del colore. "Il senso di questo concept è quello di accogliere il cliente come se si trovasse proprio un bar con la materia ed i pigmenti che fanno da protagonisti" spiega Francesco Mosca, direttore commerciale dell'azienda.
Il progetto è stato lanciato alla Fiera Colore di Piacenza con il convegno "ColoRare Italia, il franchising della Bellezza", alla presenza di Roberto Mosca, ricercatore ed amministratore dell'azienda, Massimo Baldini, presidente del Museo dei Colori Naturali e Sylvie Eyraud, partner d'oltralpe che utilizza le basi pittoriche dell'azienda marchigiana e che ha inventato il bar del colore in Francia.

La nascita di questa idea non risponde ad un capriccio estetico di qualche architetto, ma ha un senso culturale preciso: vuole dare l'occasione al cliente di toccare con mano come si fa davvero un colore di qualità, secondo la cura e la maestria artigianale che da qualche anno abbiamo perduto sotto il vessillo dei tintometri.
"Di solito all'acquirente si permette solo di vedere dei secchi, o al massimo qualche pannello al muro" prosegue Mosca "Nel bar del colore invece si fanno vedere i pigmenti vegetali o minerali che si utilizzano. Il cocktail del colore viene preparato direttamente al banco, di fronte al cliente, che dal listino-menu alla parete potrà scegliere il colore per i suoi gusti".
Alle spalle dei nuovi barman del colore, sono ben visibili tutti i pigmenti, collocati sui ripiani e dentro dei barattoli trasparenti,. Le variazioni cromatiche sono infinite e tutte personalizzabili, un valore aggiunto non trascurabile, in tempi in cui le ditte produttrici propongono solo poche varianti standardizzate e povere di personalità.

I pigmenti utilizzati dalla Spring Color sono composti da minerali inerti e pigmenti che provengono dalle terre reperite in Italia, Provenza, Cipro unitamente a colorazioni vegetali come i fiori, su cui nelle Marche è stata attivata una nuova filiera che coinvolge il tessile, la cosmetica e non per ultimo anche l'edilizia, grazie all'impegno della nostra azienda.
Il risultato del cocktail è sorprendente. La maestria dell'artigiano, le originali variazioni cromatiche dei pigmenti naturali, creano un effetto estetico irriproducibile con l'uso standardizzato dei tintometri. Colori che per di più  lasciano traspirare le pareti, resistono all’umidità e alle muffe.

L'idea progettuale dell'allestimento comunica tutti i valori aggiunti dei prodotti Spring Color e in qualche modo aspira a far tendenza. Come ci spiega Francesco Mosca il primo bar del colore è nato presso la nostra sede centrale di Castelfidardo come progetto pilota. "Ma presto saremo operativi in alcuni punti strategici delle principali città italiane" ci assicura.
Il colore viene servito in pochi minuti davanti agli occhi dal cliente, mentre sta seduto al banco del bar. E magari, tra una chiacchiera e l'altra, ci scappa anche un buon caffè.


 

La pubblicità negata a Spring Color nel Comune di OSIMO (An)

La Spring Color, azienda osimana, con sede operativa a Castelfidardo, e famosa in tutto il mondo per la produzione di malte, pitture e vernici naturali di qualità si è vista negare la pubblicità dal proprio Comune. Eppure al Comune aveva offerto anche una consulenza e la pittura gratuita



 

Leggi la notizia su www.bioars.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


 

Spring Color partecipa alla mostra

"LA BELLEZZA DELLE COSE" - Territori di Risorse - Le Marche" dal 10 Giugno al 3 Luglio.

L'evento organizzato dall'ADI Marche ospiterà alla Manifattura Italiana Tabacco di Chiaravalle (AN) 35 aziende Marchigiane che esporranno la miglior tecnologia unita al design più ricercato
esclusivamente "Made in Marche".

Per saperne di più:
www.labellezzadellecose.org/blog 


 


Spring Color, FABBRICA APERTA!

Martedì 28 giugno, dalle 10 alle 12, la mostra “La Bellezza delle cose”  fa tappa alla Spring Color, che come sempre si mette a disposizione come “fabbrica aperta”, dando sempre disponibilità a controlli spontanei dei clienti nello stabilimento di produzione e sottomettendosi ad analisi e verifiche tecniche da parte di qualsiasi soggetto, nella massima trasparenza che la contraddistingue come nel caso dell’autodichiarazione volontaria di tutti i componenti delle malte, pitture e vernici che produce e che sono esenti da elementi che non rispettano la salute, l’ambiente e le architetture.
www.labellezzadellecose.org/blog 

 


 Spring Color aderisce alla campagna Voto a Rendere e promuove il diritto alla consultazione elettorale del 12 e 13 giugno prossimi su Nucleare e Acqua Pubblica. A tutti coloro che presenteranno la scheda elettorale timbrata verrà praticato uno sconto del 10% su Pitture e Vernici entro il 31 dicembre 2011. Presso la sede Spring Color di Castelfidardo e tutti i negozi che aderiranno all'iniziativa


 

Dal 20 al 22 maggio siamo a Terra Futura, in programma alla Fortezza da Basso di Firenze. Siamo presenti con Legambiente e Chimica Verde, all'interno dell'Area Foresta Legno realizzata in collaborazione con la Regione Toscana. Il progetto che ci vede impegnati come partner nella ricostruzione di una filiera ecologica del legno per la bioedilizia. Siamo stati selezionati per la qualità e le caratteristiche ecologiche dei nostri impregnanti al terpene di agrumi. 

  


PERCORSI DI ARCHITETTURA

Tre giorni tra innovazione e recupero della tradizione presso la Città d’arte VALEGGIO SUL MINCIO al Teatro SMERALDO e nel Palazzo GUARIENTI
 
 
venerdì 8 ottobre    teatro Smeraldo
concorso di architettura
ore 15   visita guidata a villa Zamboni
ore 17   presentazione del concorso di idee
                  Studio e recupero di villa Zamboni


sabato 9 ottobre    teatro Smeraldo
convegno “percorsi di Architettura”
ore 9/13        innovazione e tradizione
ore 14/18    Architettura e Territorio
N.B. è richiesto un contributo di 12 euro (7 per gli studenti)
 
domenica 10 ottobre palazzo Guarienti
“terra e arte” mostra fotografica di Land Art
ore 17        incontro con gli artisti




Convegno Nazionale di Bioarchitettura

sabato 9 ottobre a Quarrata (Pt)

Il tema centrale di quest'anno è la Qualità dell'Involucro Edilizio.

Sezioni tematiche: bioarchitettura, bioedilizia, bioclimatica, urbanistica sostenibile, energie rinnovabili, certificazione energetica, geobiologia, salute, ambiente, geotermia, architettura del verde, costruire in legno.

Valido anche per l'acquisizione di crediti formativi per geometri.

www.architetturageobiologia.it

 


 

 

La nostra azienda è stata premiata per la categoria “Ricerca e innovazione” del Premio  nazionale “Io vivo sostenibile” - edizione 2010.  La premiazione è avvenuta nell’ambito della manifestazione fieristica “Energie Expo Sarzana” presso la Fortezza Firmafede di Sarzana (SP) il 4 giugno 2010. La Spring Color è stata annoverata insieme ai colossi premiati nelle altre categorie come l'Enea.

Ecco la motivazione addotta dalla giuria: "Avendo riscontrato nella vostra produzione quanto stabilito dai criteri per l’assegnazione del Premio per il quale lo sviluppo sociale ed economico del territorio deve avvenire sempre nel rispetto dell’ambiente, in modo tale che anche le generazioni future possano usufruirne e mantenere adeguati livelli di vita e di benessere e non  deve superare le capacità di carico e le possibilità di recupero dell’ecosistema, il Comitato tecnico ha deciso di assegnare il Premio alla azienda SPRING COLOR”.

La premiazione è avvenuta nella cornice della manifestazione fieristica “Energie Expo Sarzana- Notte Verde", alla presenza di note firme del giornalismo italiano, come Oliviero Beha (nella foto insieme al titolare Spring Color Roberto Mosca).

La Spring Color è stata premiata con la "stele di Luni" nella categoria Ricerca e Innovazione poichè "Azienda pionieristica del settore della bioedilizia e del restauro. Per l'attività di ricerca che le permette di creare prodotti di altaqualità biodegradabili al 100% e per fornire un modello di economia e un nuovo stile di vita in sintonia con l'ambiente e le persone.".

 

 


 

Spring Color parteciperà al seminario Anab Materiali e Tecniche per il Progetto
con l'intervento come relatore Francesco Mosca sulle finiture naturali

sabato 19 giugno
Loggia dei Mercanti, via della Loggia (An)

Il seminario è aperto a tutti, iscrizioni entro il 14 giugno

Un workshop di Anab (Associazione Nazionale Architettura Bioecologica) sull'edilizia sostenibile. Tra gli argomenti  l'utilizzo dell'argilla cruda,  tetti verdi e giardini pensili, la ventilazione, serramenti ed isolamenti, sistemi radianti, fonti rinnovabili e finiture naturali.

Scarica la locandina


 

 

Piantiamola! Più alberi e meno discorsi!

Smettiamo di parlare e cominciamo a piantare! Con questo slogan Plant for the planet ha assunto l’i

mpegno di piantare un milione di alberi in diversi Paesi nel Mondo. E oggi in Germania questo risultato è stato raggiunto. Alla presenza dei Ministri Europei per l'Ambiente e di una piccola delegazione italiana proveniente dalle Marche.
La Spring Color, azienda produttrice di malte, pitture e vernici ecologiche, si è fatta promotrice dell'evento, partecipando alla cerimonia e finanziando il viaggio dei due bambini italiani.

A ognuno di noi piace parlare della crisi climatica. Ma il parlarne solamente non può arrestare lo scioglimento dei ghiacciai, o la scomparsa della foresta pluviale. E così ci pensano i ragazzi, piantando alberi in segno di giustizia climatica. Attualmente 132 ragazzi provenienti da 56 nazioni hanno assunto l’impegno di piantare un milione di alberi nei loro paesi.


Il Ministro all'Ambiente italiano Stefania Prestigiacomo oggi parteciperà all'evento del milionesimo albero piantato, dove due bambini marchigiani, Susanna Batocco e Leandro Mosca di Osimo, rappresentano i bambini italiani. Saranno loro i primi ambasciatori per il clima in Italia nella speranza che il loro esempio possa convincere molti altri bambini – e magari molte scuole - in modo che anche in Italia possa ambire a piantare un milione di alberi per il clima.

 


Vernici più ecologiche?

È entrata in vigore la nuova normativa che fissa i nuovi limiti massimi di emissioni per vernici e pitture. Il Decreto Legislativo 27 marzo 2006 n.161, in attuazione della direttiva europea 2004/42/CE, fissa precisi limiti di presenza di C.O.V. in varie categorie di prodotti di consumo. Dal 1 gennaio 2010 i nuovi limiti per i composti organici volatili (VOC) per le pitture sono fissati a 30 grammi per litro.
La riduzione dei VOC, o COV che dir si voglia, pone una riduzione delle emissioni sicuramente utile, il problema è che la legge continua ad equiparare, secondo noi in modo un po' grossolano e fazioso, i solventi petrolchimici a sostanze come olio di agrumi, oli essenziali, aceto di vino o alcool.
Nell'articolo 1 del decreto legge viene riportato che il fine della norma è quello di ridurre le emissioni dannose alla fascia di ozono troposferico.  Ma la mancanza assoluta di valori che discriminino i solventi dannosi da quelli non dannosi alla fascia di ozono e all'uomo può dar luogo a molti fraintendimenti e favorire facili scappatorie.

Sarebbe stato più utile introdurre un parametro sulla vita media di COV in atmosfera, rilevabile dal tempo di dimezzamento. Ad esempio il d-limonene ha un tempo di dimezzamento di circa 36 minuti, l'alfa-pinene di 16 secondi, l'acetone 60 giorni, il toluene 1,9 anni, i cloro-fluoro carburi (CFC) da 5 a 4500 anni.
Morale della favola: le pitture naturali potrebbero contenere tracce di Cov e quelle acriliche no. Ma per le vernici ecologiche si tratta sempre di sostanze alimentari come l’aceto, l’alcol o di oli essenziali. "Invece si possono fregiare delle diciture “esenti da Cov” vernici o pitture all’acqua formulate con resine petrolchimiche prodotte tramite polimerizzazione di monomeri cancerogeni, suscettibili di sviluppare diossina e altre sostanze pericolose in caso di incendio o di smaltimento in inceneritore".

 

Smascherate le pitture eco-furbe

La rivista tedesca Oekotest, lo scorso ottobre, ha effettuato un nuovo test sulle pitture murali analizzando 18 prodotti disponibili sul mercato nazionale. La principale nota negativa registrata è la mancanza di una dichiarazione completa in etichetta. Un aspetto su cui la Spring Color non si sarebbe certo fatta cogliere impreparata, aderendo al principio della massima trasparenza.
Tra le righe del report conclusivo del test si sottolinea ancora una volta il fatto che alle pitture con base all'acqua devono essere aggiunti dei conservanti. In 3 dei 18 prodotti selezionati dalla rigorosa rivista ambientalista è stata riscontrata la presenza di formaldeide.  In alcuni sono state rinvenute anche tracce di Isotiazolinone.
I conservanti non sono stati dichiarati neppure in prodotti che sbandierano il marchio "der Blaue Engel".
La Spring Color auspica che vengano replicati test di questa portata anche in Italia. Riguardo alle composizioni e ai test di confronto non ha nulla da temere. Vedi Scheda Comparativa Pitture e Vernici.

Fonte: Oekotest.de
 


 

Azioni salva clima: Prima ristrutturare gli edifici

Altro che energie rinnovabili. Prima di tutto bisogna risparmiare, a cominciare dagli edifici. L’Italia ha un patrimonio edilizio particolarmente energivoro: per questo motivo la riqualificazione energetica dell’esistente, può costituire una mossa strategica, per ridurre la forte dipendenza energetica e guadagnare tempo nell’attesa che aumenti l’impiego di energie rinnovabili e alternative. L'Associazione Paea ha intervistato il prof. Peter Erlacher, docente all’Università La Sapienza di Roma (Master Progettazione ambientale) e all’Università di Bolzano (Master CasaClima) e autore de La riqualificazione energetica edifici esistenti". Anche Bolzano, patria di CasaClima, secondo Erlacher è decisamente indietro nel campo delle ristrutturazioni dell’esistente.

Per ulteriori informazioni: www. paea.it

 


 

 

I solventi chimici raddoppiano il rischio di malformazioni fetali

Il rischio d'avere un figlio con una malformazione congenita in Francia è del 2%-3%. Che però si moltiplica per 2,5 volte se la donna, in stato di gravidanza, è stata esposta a solventi chimici. Lo segnala uno studio condotto da quattro ricercatori dell'Istituto nazionale della sanità e della ricerca medica (Inserm), pubblicato in Occupational and Environnemental Medecine. Gli studiosi hanno seguito 3.000 donne incinte che esercitavano un'attività fuori casa. Il 30% delle donne ha dichiarato d'essere stata esposta regolarmente ad almeno un prodotto contenente solventi quando era incinta. Assorbiti soprattutto attraverso le vie respiratorie o la pelle, i solventi hanno la proprietà di passare la barriera placentaria e, dunque, di nuocere al feto. I componenti chimici incriminati sono largamente impiegati in tutte le specie di prodotti: colle, pitture, cosmetici, vernici, inchiostro... e riguardano un gran numero di professioni, e In particolare quelle legate alla sanità, alle pulizie, alla ricerca nei laboratori, ai servizi estetici. Le malformazioni più frequenti concernono il labbro leporino, i reni, le vie urinarie, i genitali maschili.

Fonte: Aduc


 

Amianto, il peggio deve ancora venire

In Italia muoiono ogni anno 4 mila persone per l'esposizione all'amianto. Lo denunciano i ricercatori Ispesl (Istituto Superiore per la Prevenzione e Sicurezza del Lavoro) durante la prima giornata della Conferenza Mondiale sull'amianto in corso a Taormina. ''Ma il dato e' destinato a crescere. Tra il 2015-2018 è previsto un picco di vittime'', aggiungono. ''Vogliamo sensibilizzare l'opinione pubblica - sottolinea il commissario straordinario dell'Ispesl Antonio Moccaldi - L'eta' media della diagnosi e' intorno ai 68 anni''.

La conferenza è nata con l'obiettivo di bandire l'amianto a livello internazionale per non creare discrepanze tra i paesi industrializzati e i paesi in via di sviluppo. Ferma intenzione dei promotori quella sollecitare interventi di bonifica e di prevenzione per la sicurezza e la salute dei lavoratori e degli ambienti di vita. Nel nostro paese, secondo i dati ufficiali, sarebbero infatti presenti in più di 27 mila siti contaminati da amianto.

 

Le tempere che usano i bambini sono velenose?

Le tempere che usano i bambini sono velenose? Da quanto emerge dai risultati dei test condotti in Svizzera dai laboratori cantonali di Basilea e Argovia, recentemente portati all'attenzione del pubblico italiano dall'Aduc (Associazione per i Diritti degli Utenti e dei Consumatori), su 15 confezioni in commercio di colori "a dita" ad uso infantile, non c'e' da essere tranquilli su cio' che e' a disposizione, a casa o a scuola, e che, oltre a finire nei loro coloratissimi disegni, entra in contatto con la loro pelle.

Pare infatti che il 60% di questi prodotti esaminati dai laboratori svizzeri non abbia passato il test di conformita' (mentre nel 2005 e 2006 la percentuale di inidoneita' era stata del 93% e dell'88%!), presentando criticita' su composizione e conformita' delle informazioni in etichetta, non accurate sulle sostanze usate per la conservazione dei prodotti e sulle sostanze aromatiche "amare" che dovrebbero scoraggiare i bambini dal leccarsi le dita. In particolare, in alcune confezioni in commercio, è stata rilevata una concentrazione anomala di sostanze non adatte ai giocattoli per l'infanzia: gli ftalati (presenti al limite massimo in due set) e le nitrosamine (oltre il massimo consentito in tre campioni).

Per questo motivo è stata presentata un'interrogazione al Ministro del lavoro, salute e politiche sociali, per chiedere se e' a conoscenza dei risultati dell'indagine condotta dai laboratori svizzeri e se non intenda disporre altrettanto per verificare la regolarita' dei prodotti dello stesso tipo in commercio e/o usati presso le scuole e gli istituti per l'infanzia sul territorio nazionale.
 
Vedi il testo dell'interrogazione:
http://www.aduc.it/dyn/parlamento/docu.php?id=233623


Sconfiggere la muffa in modo naturale
   

La muffa perseguita molti cittadini, inquilini o proprietari di case vecchie o case nuove. L'associazione austriaca Umweltberatung fa il punto della situazione e stila una serie di consigli utili per fronteggiare il problema senza crearne altri. Le cause della diffusione di muffa negli ambienti domestici possono essere rintracciate in problemi di ordine costruttivo o strutturale (ponti termici, scarso isolamento di tetto e pareti, perdita di tubi), ma dipendono anche da sistemi di riscaldamento incompleti o poco efficienti.

La differenza di temperatura tra le varie stanze di un abitazione non dovrebbe mai essere superiore ai 3 gradi. Un valore di umidità relativa superiore al 55% e un cattivo isolamento fanno in modo che l'aria umida condensi sulle pareti più fredde o alle finestre. Ma lo stesso problema si verifica in presenza di un isolamento molto spinto, dove però non sono stati usati prodotti naturali.
I luoghi umidi di condensa costituiscono il terreno ideale per lo sviluppo di muffe, che se non vengono combattute provocano una pericolosa concentrazione di spore fungine nell'aria che respiriamo all'interno dell'edificio, con conseguenze anche gravi per la nostra salute.

Le muffe possono infatti infiltrarsi nelle mucose, provocando danni al sistema nervoso e al sistema immunitario. I sintomi genericamente sono stanchezza, emicrania, eczemi, lacrimazione, tosse ed asma bronchiale. Complicazioni particolarmente pericolose per bambini, anziani e soggetti allergici.
Il primo passo da compiere per sconfiggere il problema definitivamente, o quanto meno evitare il rapido ritorno delle muffe, è quello di eliminare le cause di eccessiva umidità. Ecco alcuni consigli di base sulle abitudini domestiche:

- non asciugare i panni nell'appartamento
- non esagerare con le piante da appartamento e non annaffiarle troppo
- montare cappe di aspirazione per le cucine
- evitare armadi a muro troppo ingombranti

In secondo luogo si dovrebbe tinteggiare le pareti con pitture traspiranti  a base di calce, che evitano il proliferare delle spore. Le muffe infatti si nutrono principalmente di residui organici, presenti in larga misura nelle pitture viniliche convenzionali.
Cosa fare quando le macchie nere sono già presenti? Bisogna intervenire subito, ma invece di utilizzare i preparati chimici a base di cloro, i cui residui vengono respirati per lungo tempo dagli abitanti della casa, Umweltberatung raccomanda di utilizzare perossido di idrogeno, soda o alcool etilico.
Per maggiori informazioni sui prodotti adatti si raccomanda comunque di consultare consulenti esperti in bioedilizia e biorestauro.

Fonte: Terra Nuova On-line