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Pitture a Calce

Riduci

La calce come si sa è il classico legante per le malte, ma è anche la base più tradizionale per la tinteggiatura degli esterni.  Questo antico materiale può essere usato da solo in pittura come veicolo d’impasto e, contemporaneamente, legante per le terre nelle “patinature al latte di calce”.

Si usa la calce come base per le “tinte” in esterno da diversi millenni a differenza di altri leganti naturali (silicato puro, oli e caseine) e sintetici (acrilici, vinilici, silossanici) .  Ogni legante per esterno dovrebbe essere stabile alle condizioni atmosferiche e avere moderate proprietà idrofobe, per cui non dovrebbe veicolare acqua evitando patologie degenerative chimiche e biologiche. Esso dovrebbe possedere comunque una permeabilità al vapore (superiore nettamente a qualsiasi polimero di sintesi petrolchimica), che gli permetta di evitare i problemi deturpanti creati alle moderne pitture dalle pressioni dall'interno di acqua e di sali (perforazioni dello strato pellicolante, sollevamento e distacco a brandelli con antiestetiche formazioni di pelli e indebolimento dell'intonaco sottostante).
 
Queste caratteristiche essenziali per lavorare alla regola dell’arte sono soddisfatte dalla calce; però c’è da aggiungere che le molteplici proprietà richieste a un buon legante, hanno affinato la ricerca di antichi ingredienti naturali coadiuvanti che, grazie al contributo della moderna tecnologia meccanica e agronoma, si sono potuti  riproporre. Le scelte fatte in passato, attraverso una sperimentazione durata migliaia di anni, sono confermate essere le più valide. E' fondamentale anche ricordare che ogni intervento eseguito su manufatti od edifici di interesse storico-
artistico deve avere la caratteristica di reversibilità e questa proprietà è tipica delle pitture realizzate con materiali naturali.

Attenzione però agli ibridi presenti sul commercio da almeno vent’anni: tinte a calce presentate come naturali, ma che in realtà contengono resine acriliche o viniliche, paraffine e tutti i soliti additivi di sintesi petrolchimica  (tensioattivi, conservanti, disperdenti, bagnanti, ecc...). Se il produttore non dichiara il contenuto significa che ha qualcosa da nascondere, cioè componenti che danno si più omogeneità di tinta, ma a scapito del potere coesivo della tinta a calce che non deve creare la minimissima pellicola e inibire la traspiranza (una tinta a calce classica non può avere un coefficente MU di resistenza alla diffusione del vapore che incrementi per più di 2 punti uno strato d’intonaco di calce con un MU iniziale di 10-11).


Solo una tinta a calce di qualità non teme l’umidità (lasciandola passare senza distacchi) e gli sbalzi di temperatura.
Questo prodotto è igienico per eccellenza e adatto per bagni e cucine, cantine o camere da letto. Non deve essere “grasso” contenendo troppo olio di lino o cera. L’idrorepellenza e la lavabilità non deve essergli conferita nella formulazione, ma grazie ad un fondo giusto (intonaco di calce naturale) e di un’applicazione di un finale a base di leganti organici che creerà con la tinta a calce una reazione chimica e un composto pittorico (caseinato o albuminato di calcio) piano piano insolubile in acqua e con il tempo sempre più lavabile.

Vedi le schede tecniche Pittura San Tommaso, Fiorentino, Centri Storici

Vedi SCHEDA COMPARATIVA delle PITTURE

 

 
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